
La Sagra del Prosciutto

La Sagra del Prosciutto torna ogni anno, scandisce il nostro tempo, come il passare delle stagioni. Questo perché i ricordi di ognuno di noi sono costellati di certezze. Da bambini, avevamo la certezza che giugno fosse il mese in cui iniziavano le vacanze, mentre settembre era il mese in cui quelle vacanze, purtroppo, finivano. A scandire il nostro tempo erano questi punti fermi, queste piccole certezze fatte di lunghe giornate di sole, del mare la domenica, dei compiti per le vacanze lasciati lì a riposare ancora un po’ che tanto la scuola è lontana.
Perché ognuno di noi custodisce dentro di sé ricordi che vivono anche di quei cinque giorni e che ci accompagneranno ancora, negli anni a venire, come hanno sempre fatto. Sono il nostro lascito, il nostro tributo ai luoghi che ci hanno visto crescere e diventare ciò che siamo.
Tra giugno e settembre, per noi bascianesi c’è sempre stata una certezza in più, un punto fermo imprescindibile. La Sagra del Prosciutto ci accompagna dal 1968 e costituisce il giro di boa dell’estate. Il termine sagra ha perso, negli anni, la sua valenza, riducendosi spesso a definire una semplice festa di paese. Chi vive quell’evento, però, sa benissimo che si tratta di qualcosa di molto più profondo, di una festa popolare che celebra la socialità di un piccolo borgo all’ombra del Gran Sasso e ne rende immortali i ricordi. Perché ognuno di noi custodisce dentro di sé ricordi che vivono anche di quei cinque giorni e che ci accompagneranno ancora, negli anni a venire, come hanno sempre fatto. Sono il nostro lascito, il nostro tributo ai luoghi che ci hanno visto crescere e diventare ciò che siamo.
Buona Sagra a tutti!
Foto tratte dall’Archivio Pasquale Colonna, Elsa Di Camillo, Luigi Martegiani


