La Processione del Venerdì Santo a Basciano

Marzo 23, 2024

LA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO A BASCIANO

La processione del Venerdì Santo è da sempre espressione della religiosità popolare di antica ma indefinibile origine. Essa si inserisce all’interno del panorama rituale della Settimana Santa che accomuna un po’ tutte le realtà regionali. Ognuna di esse, infatti, è espressione identitaria della cultura popolare che quel territorio incarna.

Come rituale collettivo, anche a Basciano essa era profondamente sentita dalla tutta la comunità. L’ultima edizione, precedente a quella “rivisitata” in chiave moderna del 2014, risale all’aprile del 1982. A riscoprire questa tradizione furono, in particolare, il maestro Giuseppe Martegiani, il professor Tullio Tiberi ed i maestri Romano Mariani, Aristide e Benito Di Filippo.

 

Processione del Venerdì Santo

Il Venerdì Santo era il risultato di una partecipazione corale, in cui uomini e donne, adulti e ragazzi profondevano tempo ed impegno, coinvolti nelle varie vesti di organizzatori, figuranti, spettatori e fedeli.

La processione aveva inizio nel tardo pomeriggio ed era suddivisa in due gruppi. Il primo partiva dalla Chiesa di Santa Maria di Portolungo, al seguito della statua della Madonna Addolorata; il secondo dalla Chiesa di Sant’Agostino, al seguito della bara del Cristo Morto.

In corrispondenza del vecchio mulino, i due gruppi si incontravano per procedere uniti verso il centro storico.

Processione del Venerdì Santo Processione del Venerdì Santo

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Col sopraggiungere dell’oscurità, la moltitudine dei fedeli affiancava la processione alla luce delle fiaccole accese.

Passando per “la Rocca”, si dirigeva, poi, verso Piazza Vittorio Emanuele. Qui la rappresentazione culminava con i canti, tramandati oralmente da una generazione all’altra.

I canti, dunque, venivano eseguiti davanti alla bara del Cristo Morto.

Ad eseguirli erano ragazzi e ragazze che formavano vari gruppi: le piaghe, le spade, le Marie, le 33 croci, le piangenti, gli stendardi, il Calvario, il barbaro cuore.

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Tuttavia, filmati in pellicola super8 databili intorno al 1960-65, testimoniano come il percorso dei due cortei non si attenesse ad una logica rigorosa. Nonostante la cattiva qualità delle immagini dovute ad un riversaggio casalingo in Vhs risalente agli anni Ottanta,  si evince, infatti, che il corteo con la statua della Madonna prende avvio direttamente dalla piccola Chiesa di San Giacomo che si affaccia su Piazza Vittorio Emanuele. Esso, poi,  si congiunge, in prossimità della Torre di San Giorgio, a quello con la bara del Cristo Morto, proveniente dal vecchio mulino. Infine, entrambi, proseguono insieme, di nuovo verso Sant’Agostino e presumibilmente in direzione Madonna delle Grazie.

Il Venerdì Santo era il risultato di una partecipazione corale, in cui uomini e donne, adulti e ragazzi profondevano tempo ed impegno, coinvolti nelle varie vesti di organizzatori, figuranti, spettatori e fedeli.

 

Processione del Venerdì Santo Processione del Venerdì Santo

Processione del Venerdì Santo

Riferimenti:

  • Enzo Di Martino, La processione del Venerdì Santo, in «La Voce del Vomano» 1 (Aprile 1982), p. 4.

  • Enzo Di Martino, Il Venerdì Santo, in «La Voce del Vomano» 2 (Maggio 1982), p. 24.

 

Annalisa Di Martino, Lea Di Martino, Giovanni Paolone